Le nostre api regine

Dall’ape italiana all’Apis mellifera ligustica Spin. (Spinola 1806). L’ape regina è il vero cuore pulsante di una azienda apistica per questo vi racconto l’inizio della  nostra lunga storia.

Tutto ha inizio nel lontano 1934 in un freddo inverno del nostro Appennino Reggiano proprio a Baiso, nacque mio nonno Dino, un uomo dai super poteri in grado di fare qualunque cosa!

Contadino dalla nascita conduce la sua memorabile vita fino ad incontrare e sposare nel 1962 una donna alta, forte e sul lavoro instancabile, quasi da non credere, Bianca, mia nonna. I due giovani sposi trasferiscono i loro sogni a Iano dove lavoravano giorno e notte per accudire la terra, curare vacche, vigna e tutti gli animali necessari per una impresa agricola di allora. Nel 1962 mio nonno conosce le api, un anno prima della nascita di mia madre Mariapia, è proprio così che inizia la nostra storia.

Nel 1967 con indomito coraggio i miei nonni portarono vacche, fieno api e altri piccoli animali a Codemondo, diedero origine a un micro–paradiso terrestre creando prati stabili, vigneti, un lago per l’irrigazione, costruirono stalla e capannone per i mezzi agricoli, allargarono la casa e ne costruirono una seconda più avanti perchè la mia mamma si doveva sposare e io dovevo nascere in un caldo giorno di agosto nel 1986.

Nel 1988 i miei nonni diventano apicoltori professionisti, riducono gli altri allevamenti per vivere solo di miele, qualche anno dopo realizzano anche un grande laboratorio su due piani per garantire tutti i processi di alta qualità del miele biologico prodotto. In questa storia non manca di certo tutta la rete cooperativa e associativa in cui tutti gli apicoltori dell’Emilia Romagna sono fortemente coinvolti e mio nonno ne andava molto orgoglioso. E così sono cresciuta in mezzo al profumo e ai sapori del miele della propoli dei pollini della cera, la cera dal profumo meraviglioso non si può nemmeno descrivere, e poi ci sono tutte le sfumature e sapori dei mieli i suoi colori appena smielato, l’odore della juta che brucia e le tute sudate, si tanto, ma tanto sudore perchè questo mestiere è faticoso e non ti fa risparmiare nemmeno una goccia di sudore.

Nel 2010 mio nonno inizia a perdere le forze è ancora incredibile e indelebile il ricordo. I miei 3 fratelli minori sono troppo piccoli per fare delle scelte così importanti, io ho 24anni in attesa del mio bambino una vita stravolta e tanta energia per fare qualcosa che possa portare innovazione e durare per sempre, senza troppo timore ho accettato la proposta dei nonni e mi sono tuffata con tutta me stessa in questo mondo incantato.

Come un incanto, quando diventi apicoltore ti sembra di sognare a occhi aperti, ore e ore fermo sopra a 45 cm quadrati di mondo senza capacitarti di come possono accadere così tante cose dentro una sola scatola traboccante di api. Quando poi realizzi che ogni scatola ha una storia a sé diventa pura follia..

La fame di sapere mi invade senza sosta, ho sempre visto mio nonno leggere manuali e riviste di apicoltura e agricoltura, così gli rubo tutta la biblioteca personale e inizio a leggere, leggere e osservare in campo, osservo e leggo, leggo e osservo, le domande sono sempre di più così vengo spinta fuori dal nido per cercare le risposte e qui arriva il pezzo più bello.

Ho una lunga fila di ringraziamenti da fare a colleghi, ricercatori e amici che mi hanno aperto le porte in questi anni per dare una risposta a tutte quelle domande che a Codemondo non trovavano risposta, scoprirò presto che studiare le api è un po’ come dare un senso all’universo.

Ma torniamo al punto LE NOSTRE API REGINE

Fin dal principio della mia professione mi è stato molto chiaro che lo studio dell’ape regina ti permette di lavorare con le api in modo più sostenibile e funzionale.

Mio nonno era molto spaventato da questa mia visione  tant’è che per un lungo periodo non mi rivolse la parola, ricordo ancora in giardino le urla “si parte dalle api e non dalla regina!” Lui non allevava le api regine le acquistava da allevatori specializzati dell’Emilia Romagna.

Io non lo ascolto, imparo a fare i traslarvi e imposto un piccolo allevamento per l’azienda, continuo a studiare contattando da subito il CREA AA, per alzare il livello della mia formazione. Inizia così lo studio delle api regine, nel 2010, un percorso tuttora in evoluzione che ha preso un ritmo davvero inarrestabile nel 2015 quando insieme a Veronica siamo diventate Api Libere, anno in cui è venuto a mancare mio nonno e mia nonna ha deciso di sorvegliarci dalla finestra della cucina.

Veronica sposa in pieno il lavoro dell’osservazione e della valutazione degli alveari e con tutta la sua lungimiranza inizia anche lei a studiare portando nella nostra azienda un fondamentale contributo istituzionale avendo una formazione professionale di stampo umanistico e tecnico nel settore agroalimentare.

La sua particolare attitudine nel tradurre quel che si fa in documenti utili e necessari per dimostrare come e dove vuole arrivare il nostro lavoro ci porta ad avere sempre traccia del nostro operato e l’obiettivo che si prefigge è quello di portare dignità e giusto riconoscimento tramite una buona e sana  burocrazia all’apicoltura moderna. (Perché anche se quasi nessuno ha fiducia in questo, non solo è possibile ma anche applicabile!) Richiede grande impegno e costante formazione quotidiana, ma per noi è necessario ai fini di creare un lavoro riconosciuto ma soprattutto sostenibile.

Veronica non è solo casa e burocrazia ma anche ma anche una lavoratrice spietata oltre che una bellissima persona. Giorno dopo giorno siamo sempre più consapevoli di quanto sia importante conoscere realmente il “materiale genetico” presente nel proprio allevamento, quindi continuiamo il lavoro iniziato nel 2010 nel nostro piccolo allevamento senza commercializzare  le nostre api regine, continuiamo a produrne ed analizzarle. Non per venderle, ma per lavorarci quotidianamente e cercare tutte quelle piccole differenze tra una e l’altra famiglia di api che portano ad individuare fattori fondamentali ai fini del miglioramento genetico e della selezione, senza rinunciare al mantenimento di una elevata biodiversità aziendale.

Nel 2017 abbiamo attivato un centro di valutazione diapi regine AIAAR (Associazione Italiana Allevatori Api Regine) alla quale ci siamo associate anni prima. I centri di valutazione sono importanti per dare seguito al lavoro degli apicoltori e degli allevatori di api regine e devono prevedere una formazione mirata e un’organizzazione della figura professionale del valutatore costante.

Nei centri di valutazione si valutano le performance di diversi individui sulla base di caratteri multipli positivi mantenendo una buona variabilità genetica al fine di preservare rusticità e resilienza dell’insetto stesso e delle future generazioni. SEMPLICE NO??!!  No purtroppo non è per niente semplice, molto spesso penso che abbiamo scelto una delle strade più impervie dell’apicoltura, quasi tutta da costruire. Inoltre abbiamo capito che certe fasi del processo in questo momento non possono essere completamente sostenute a livello economico dall’allevatore di api regine che usufruisce del servizio di valutazione per eseguire la riproduzione degli individui migliori.

Tra le altre criticità ci sono i costi e i metodi delle analisi per determinare patologie e virosi e soprattutto per determinare i criteri di appartenenza alla sottospecie A. m. ligustica. Ma perchè proprio ligustica? perchè è proprio lei, la vera regina del nostro settore e proprio questa sottospecie si sta cercando di tutelare, ma come diciamo sempre la tutela avviene solo dopo il suo riconoscimento, una volta individuata la sottospecie negli areali si può procedere alla loro valutazione e riproduzione.

Nel 2020, dopo 3 anni di esperienza sul campo  e progettazione, ci siamo messe alla ricerca di sostegni economici per sgravare le fasi iniziali del lavoro con altre 2 giovani aziende agricole biologiche e partner qualificati del settore della ricerca, CRPA _Centro Ricerche Produzioni Animali e CREA AA, Centro di ricerca agricoltura e ambiente– Consiglio per la ricerca in agricoltura e analisi dell’economia agraria, abbiamo avviato un GOI _gruppo operativo per l’innovazione InnovApe-Strumenti innovativi di supporto al settore apistico per la valorizzazione delle api locali e delle produzioni associate.  Il progetto, finanziato dal Psr della Regione Emilia-Romagna, si prefigge anche di trovare strumenti innovativi per la caratterizzazione del miele, la valutazione delle impronte ambientali e la valorizzazione delle esternalità positive (salvaguardia della biodiversità) della filiera. In dettaglio, il GO InnovApe intende attivare un servizio di valutazione di api regine della sottospecie ligustica che si avvalga di metodi scientificamente validati, con l’ausilio di strumenti moderni quali le arnie a tecnologia elettronica–digitale.

Contestualmente abbiamo aderito al progetto BeeNet organizzato dal CREA AA- (api e biodiversità nel monitoraggio dell’ambiente) che prevede l’installazione di dispositivi a tecnologia elettronica-digitale allo scopo di valutare soluzioni tecnologiche diverse e quindi scegliere quella più appropriata ai fini dell’estensione delle stazioni di monitoraggio a livello nazionale.  Per offrire soluzioni sostenibili, nella fase in cui ci troviamo ora,  lo studio e l’applicazione di un nuovo metodo di lavoro verso  l’apicoltura moderna attraverso la nostra azienda prevede di raggiungere diversi obiettivi nel medio e lungo periodo tra cui la commercializzazione di api regine in modo tracciato e controllato.

Non amo le citazioni ma quando si esprimono meglio di me le adoro!

“Il cambiamento è una legge della vita e coloro che si ostinano a guardare sempre solo al passato o si concentrano unicamente sul presente possono essere sicuri di perdersi il futuro.”  

John Fitzgerald Kennedy

 

Grazie per essere stati fin qui con noi, Annalisa e Veronica Api Libere soc agr

per approfondire oltre a NORMATIVA & RICERCA

www.aiaar.it

www.crea.gov.it

www.crpa.it